Il tumore dello stomaco, o carcinoma gastrico, è una neoplasia che origina più frequentemente dalla mucosa gastrica. Nelle fasi iniziali può non provocare disturbi specifici; quando presenti, i sintomi del tumore dello stomaco possono comprendere difficoltà digestive persistenti, senso di sazietà precoce, dolore o fastidio nella parte superiore dell’addome, nausea, riduzione dell’appetito, anemia o perdita di peso non intenzionale.
Si tratta di sintomi comuni anche a numerose patologie benigne dello stomaco e la loro presenza non indica necessariamente una neoplasia. Quando è necessario approfondirne la causa, l’esame fondamentale è la gastroscopia con biopsie, che permette di identificare la lesione e definirne le caratteristiche istologiche.
Una volta diagnosticato un carcinoma dello stomaco, gli esami di stadiazione consentono di valutarne l’estensione e di stabilire la strategia terapeutica più appropriata.
Il trattamento del tumore dello stomaco
Il trattamento deve essere pianificato nell’ambito di una valutazione multidisciplinare, integrando chirurgia e terapia oncologica in funzione dello stadio e delle caratteristiche della malattia.
Nei tumori gastrici resecabili, la chirurgia rappresenta una componente fondamentale del trattamento con intento curativo. In molti pazienti il percorso prevede una chemioterapia perioperatoria, somministrata prima e dopo l’intervento chirurgico.
Nelle forme molto iniziali e con caratteristiche favorevoli può essere invece indicato un trattamento endoscopico, evitando la gastrectomia. Per questo è importante che la scelta terapeutica venga definita sulla base di una stadiazione accurata e non soltanto sulla presenza della lesione.
Gastrectomia e chirurgia oncologica
L’intervento per tumore dello stomaco consiste nell’asportazione della parte di stomaco interessata dalla neoplasia (gastrectomia subtotale) o dell’intero stomaco (gastrectomia totale), in relazione soprattutto alla sede e all’estensione del tumore.
La gastrectomia oncologica comprende anche una linfoadenectomia, cioè l’asportazione sistematica dei linfonodi regionali secondo precisi criteri anatomici e oncologici. Radicalità della resezione e adeguatezza della dissezione linfonodale rappresentano elementi fondamentali della chirurgia del carcinoma gastrico.
Quando indicato, la gastrectomia può essere eseguita con approccio laparoscopico o robotico, mantenendo gli stessi principi della chirurgia oncologica.
Dopo la gastrectomia: la ricostruzione
L’asportazione di una parte o della totalità dello stomaco richiede la successiva ricostruzione della continuità dell’apparato digerente.
La ricostruzione rappresenta una parte importante dell’intervento: la tecnica viene scelta in relazione al tipo di gastrectomia e alle caratteristiche del paziente, con attenzione non soltanto alla sicurezza chirurgica ma anche al recupero postoperatorio, all’alimentazione e alla qualità di vita dopo l’intervento.
Dopo una gastrectomia è inoltre importante un percorso nutrizionale adeguato e un follow-up specifico, soprattutto dopo l’asportazione completa dello stomaco.
Un percorso personalizzato
Non tutti i tumori dello stomaco richiedono lo stesso trattamento. Sede della neoplasia, stadio, caratteristiche istologiche e biologiche e condizioni generali del paziente contribuiscono a stabilire la strategia più appropriata.
Il trattamento moderno del carcinoma gastrico nasce quindi dall’integrazione tra stadiazione, oncologia e chirurgia specialistica, definendo per ogni paziente il momento dell’intervento, l’estensione della resezione e l’approccio chirurgico più appropriato.